a cura di Marco Dalla Gassa, Francesco D’Asero, Giulio Tosi e Federico Zecca
Trieste, 21 gennaio 2025
Il rapporto tra critica e festival è antico quanto il concetto stesso di manifestazione cinematografica. La genesi di questo legame è rintracciabile sin dagli anni Trenta, a partire dalle prime cronache e dalle recensioni pubblicate sulla stampa italiana in occasione della prima edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1932. Da quel momento, i festival cinematografici sono divenuti tappa fondamentale delle routine critiche, appuntamento che scandisce anno dopo anno il lavoro di inviati di riviste, quotidiani, testate online, trasmissioni radiofoniche e televisive.
Nel corso degli anni i festival cinematografici hanno gradualmente integrato la critica nelle proprie strutture e nei propri ritmi, assicurando a quest’ultima spazi appositi e momenti dedicati: dall’istituzione delle sale stampa all’organizzazione di conferenze e interviste, dalla creazione di sessioni di dialogo tra autori e recensori alla fondazione di premi e sezioni intitolati alla stampa specializzata (la “Semaine de la critique” all’interno del Festival di Cannes, la “Settimana Internazionale della Critica” presso la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia) sino alla promozione di workshop per giovani critici.
Da parte loro, i professionisti della critica hanno corrisposto con una produzione discorsiva ingente, non solo di report giornalieri e recensioni dei film selezionati, ma anche accendendo dibattiti sui festival stessi, sulla loro direzione, conformazione e organizzazione. Un rapporto che può essere letto come bilateralmente vantaggioso: se la critica contribuisce alla promozione di un festival e alla definizione della sua identità, i festival si configurano come occasione di incontro e transito, luogo nodale nei flussi di cultura cinematografica dove i critici scambiano opinioni e attivano collaborazioni.
I festival rappresentano, infine, momenti importanti sia nella storia della critica tout court, fatta anche di contestazioni e dibattiti provocati o nati in seno all’esperienza festivaliera, sia nelle singole parabole professionali di molti critici, che in tali circostanze consolidano il proprio mestiere, prendono parte a giurie e contribuiscono al loro funzionamento assumendo il ruolo di consulenti, selezionatori e, in alcuni casi, direttori o fondatori di nuove rassegne, festival cinematografici o eventi collaterali.
